Glossario criptovalute

Visto che nel mondo delle criptovalute si tende a utilizzare alcune parole e alcuni acronomi di uso poco comune, ho pensato possa essere utile chiarire alcuni termini frequentemente utilizzati.

  • HODL = “Hold on for dear life”: non vendere mai le tue cripto. Il termine è anche un gioco di parole rispetto al verbo inglese HOLD che significa tieni.
  • FOMO = fear of missing out: è la fretta di acquistare qualcosa perché si ha la sensazione che salirà per sempre: “Bitcoin ha appena superato i 20.000 $ e il mese scorso era a 7.000 $, devo assolutamente comprarlo altrimenti perdo il treno”, ma il treno è già passato da un pezzo perché prima di prendere decisioni affrettate è meglio prendersi un po’ di tempo per analizzare la situazione in modo razionale.
  • FUD = “Fear, uncertainty and doubt”: è la disinformazione di chi vuole far calare qualche titolo per comprarlo a prezzi più bassi. Ad esempio ogni volta che Bitcoin supera nuovi record molti dichiarano pubblicamente che è una bolla speculativa, quando scende dicono che scenderà a zero perché non ha alcun valore. Mentre Jamie Dimon, l’AD di JP Morgan, dichiarava che avrebbe licenziato qualsiasi dipendente che avesse comprato Bitcoin, alcune aziende del suo gruppo lo stavano comprando ! Mai farsi prendere dal panico, se non si è alleggerito il protafogli a quotazioni alte bisogna aspettare che il mercato scenda e comprarne ancora
  • ATH: all time high, cioè quando una valuta è al massimo storico
  • bull/bear market: il mercato è bull quando ha un trend rialzista perchè tutti vogliono comprare, bear quando ci sono molte vendite che a loro volta provocano altre vendite fino ad arrivare, al limite, al panic selling (corsa sfrenata a vendere prima che sia troppo tardi).
  • whales = “balene”: gli investitori istituzionali, i fondi speculativi, ecc. che dispongono di ingenti capitali da investire sono chiamati balene. Con le loro operazioni possono facilmente spostare le quotazioni sia verso l’alto che verso il basso.
  • pump & dump: azione delle balene per spostare artificiosamente in alto i prezzi (pump), attendere l’ingresso di piccoli investitori che cavalcano l’onda tardivamente perché presi dal FOMO e infine vendere tutto al prezzo più alto possibile (dump). Le balene guadagnano, gli investitori della domenica restano bruciati.
  • scalabilità: la necessità di poter effettuare più transazioni al secondo rispetto a quelle attuali, che sono insufficienti per una adozione di massa tipo VISA, Pay Pal, ecc.
  • DeFi = “Decentralized Finance”: è la finanza decentralizzata, basata sulle criptovalute. Si tratta di un nuovo ecosistema che sta diventando in grado di offrire servizi simili a quelli tradizionali (come conti correnti, ufficio cambio valute, prestiti, assicurazioni) ma non tramite istituzioni bancarie assicurative ma grazie a piattaforme online decentralizzate e basate su smart contracts e criptovalute.
  • Smart Contracts: sono dei software che si appoggiano a una criptovaluta stabilendo delle regole certe in conseguenza delle quali avverranno, ad esempio, dei pagamenti. In pratica è una specie di contratto ma interamente in forma digitale. Per anni si sono basati sulla criptovaluta Ethereum, che fa sì che una volta sottoscritto sia immutabile nel tempo e garantisce che le clausole vengano rispettate da entrambi i soggetti che lo scrivono. Ora il mondo delle criptovalute perché anche altre criptovalute come Cardano (ADA) hanno introdotto gli smart contracts, diventando così dei veri e propri concorrenti rispetto a Ethereum.
  • NTF = “Non Fungible Tokens”:

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